It's Friday I'm (not) in love - Issue #202
Di vecchie canzoni da Millennial e invidia
Questa è It’s Friday I’m (not) in love, una newsletter settimanale per cuori precari ma non disperati che arriva ogni domenica mattina. Se ti piacerà, clicca sul cuore, commenta o inviala ad altri potenziali (e non) cuori allo sbando. Oppure puoi offrirmi un caffè e supportare il mio lavoro. Grazie!
E ora, come sempre, schiaccia play e… buona lettura.
In una recente intervista, prima della sua prima sfilata di alta moda per Valentino, Alessandro Michele raccontava “mi piacciono le cose sbagliate che diventano belle”. Un po’ come una sorta di invito ad osservare con più attenzione quello che ci accade, quello in cui inciampiamo nella vita e che può nascondere qualcosa di insolito e, quindi, di bello a modo suo.
Mi piace però traslare quell’aggettivo “sbagliato” in inaspettato o imprevisto pur nella semplicità delle cose.
Penso a ieri notte, io che prendo al volo l’ultima metro, reduce da una tre giorni emotivamente sovraccarichi: di saluti, di lacrime, di incontri nuovi ed eventi piacevoli ogni oltre aspettativa. Così, eccomi sudata ma infreddolita in un vagone qualunque, qualche gin&tonic bevuto e quella leggerezza mentale che non avevo da tantissimo.
Intorno gente svariata, studenti universitari pronti per proseguire la serata e altri che avevano appena staccato dall’ultimo turno di lavoro serale. Nell’aria l’entusiasmo e l’attesa dei primi che riconosci a chilometri di distanza, come quei tacchi improbabili e scomodi che un tempo compravo anch’io, spinta dallo stesso spirito guida del sabato sera e l’illusione che certi week-end non potessero mai davvero terminare.
“La verità è che siamo solo invidiosi del fatto che siano ancora così giovani” aveva commentato ironicamente un amico a cena solo poche ore prima. Non saprei se definirla davvero così, non mi sento tale quando mi trovo travolta da orde di ragazzi intorno a me. Forse, non essendo minimamente una persona “fatta e finita”, centrata e completa, non riesco davvero ad essere invidiosa. Perché mi sento ancora di navigare profondamente a vista, proprio come loro. Solo con decisamente meno energie mentali.
E poi scendi alla tua fermata, nota zona universitaria, e ti ritrovi nuovamente circondata. Sulle scali mobili due ragazzi si baciano con una tenerezza rara, lui con la schiena rivolta verso la cima, incuranti entrambi dei gradini risucchiati e delle persone intorno.
Per strada mi ritrovo sola, tremante per la pioggia e la via che sembra non terminare mai. La strada verso casa è semplice: sempre dritto, prima o poi si arriva. In cuffie, a caso, Spotify mu suggerisce l’ultimo ep dei Maroon 5, “Will be loved”, 7 brani di loro vecchi successi particolarmente romantici. Mossa di marketing in vista di San Valentino, un tuffo nel passato per tanti Millennial, l’istigazione a delinquere più antica del mondo: quella di dedicare a tradimento canzoni (e pensieri) a qualcuno nel cuore della notte. Di come quando inviavamo messaggi notturni nonsense, figli di troppi bicchieri e un po’ di sano drama. Quello che hai solo a vent’anni.
Ecco, forse, invidio questo a tutti quei ragazzi che incrocio puntualmente alla mia fermata della metro: la capacità di non farsi corrompere dallo status quo delle emozioni, dalla necessità di mitigarle e intrappolarle in quella cura dell’apparenza (e dell’orgoglio) che ci insegnano a coltivare in modo intensivo nella cosiddetta età adulta.
In cuffie parte She Will Be Loved, di cui ricordo ancora distintamente il videoclip con l’attrice Kelly Preston e Adam Levine in perenne rotazione su MTV. Un dramma vero di un amore impossibile e lui che cantava “Look for the girl with the broken smile
Ask her if she wants to stay a while” illudendoci di essere proprio così. Ragazze malinconiche con un sorriso a metà, mai davvero completo. Come in attesa di qualcuno che, all’epoca, rimettesse insieme i pezzi che pensavamo di aver perso. A vent’anni era questo il più classico dei cliché: pensare che fossimo tutte “dolcemente complicate” ma con la certezza che qualcuno avrebbe risolto il nostro grande enigma.
Forse diventare adulti è l’esatto contrario: riconoscerci più semplici di quello che abbiamo sempre pensato e “venduto” agli altri. Tutti accumunati della stessa voglia di tenerezza e leggerezza. Un bacio rubato in metro, un tacco possibilmente più comodo, il sentirci bene nella nostra pelle. E poi la giusta musica da ascoltare un sabato notte, i passi cadenzati che risuonano nella notte di una città qualunque e nella sua foschia.
Capire che non si guarda mai davvero al passato o al futuro con invidia ma solo al momento presente, mai davvero come te l’aspetti. Quello di quando i Maroon 5 continuano a ripeterti come una sorta di preghiera laica “she will be loved” ma non senti altro che non sia una leggera malinconia, i brividi per la pioggia e quella calma apparente che solo certe notti, mai davvero messe a fuoco, sanno regalare.
#ItsFridayImNotInLove
💌 Modern Love
Dalla rubrica settimanale del New York Times “Modern Love” (da cui è tratta la serie disponibile su Amazon Prime)
C’è una profonda tenerezza in questo Modern Love di Denise Dilanni, scrittrice e documentarista, che racconta la sua esperienza come “coccolatrice di neonati” in un ospedale. Il suo compito è quello di tenere in braccio i neonati prematuri o malati per offrire loro conforto, semplicemente dandogli il calore umano di un abbraccio e cullandoli per un determinato tempo. È alla ricerca di un’attività di volontariato per cercare di restituire qualcosa ma, anche, per curare una ferita del passato. Ovvero il marito perso a seguito di una malattia. Ed è durante questa attività che incontra un bambino che, oltre a essere malato, è in stato di astinenza da droghe perché esposto a sostanze durante la gravidanza. Il bambino non ha una famiglia che lo sostenga, ed è solo nell'ospedale. Sarà proprio lui a ricordarle il potere dei piccoli gesti di gentilezza, come un abbraccio o un gesto, che possono avere un impatto più profondo di quanto sembri.
“Rocking this child week after week had softened a broken place in me; I intended to help him, but he was healing me.
It’s such a little thing, holding a stranger’s baby. I will never know how much we cuddlers helped him. But after months on the ward, I was more trusting of the power of the smallest acts: A kind word, a soft touch. A sliver of ice for a dying young man. The comfort of rocking a child. The healing beat of a heart.”
📌 Post-it del venerdì
Single, dating, coppie e relazioni. Gli articoli della settimana per districarsi nel precariato sentimentale
Dating trend: conosci le nanoship? Personalmente credo si stia un po’ esagerando con queste etichette a rapporti che in fondo rapporti non sono. Eppure secondo un recente sondaggio di Tinder, saranno le nanoship il trend del dating nel 2025.
E sempre proseguendo con i dating trend per il 2025, questo sembrerebbe anche l’anno del micromance, una tendenza apprezzata dall’86% di partecipanti a un sondaggio condotto da Bumble.
Infine, vuoi conoscere qualcuno dal vivo e mettere da parte per un po’ le dating app? Qui un po’ di (validi) consigli per conoscere qualcuno in modo “analogico” nella vita reale.
Combatto contro il tema del perfezionismo da tutta la vita. E sono abbastanza certa di aver perso tempo, calma e anche qualche opportunità proprio per questo desiderio insensato. Come mettere al primo posto la nostra pace mentale, abbandonando questa ricerca della perfezione?
🎙️ Mixtape e altre storie
Consigli (non) richiesti su come perdere tempo la sera
Pratichi anche tu lo slow vision ai film e alle serie tv (ma anche ai libri e a tutti i prodotti culturali)? Personalmente è il mio mantra da sempre, con poche eccezioni, ed è il motivo esatto per il quale in questa newsletter difficilmente trovi sempre consigli, commenti o recensioni delle ultimissime novità uscite quasi in tempo reale con It’s Friday.
Non ho idea di come sia questo libro ma l’ho inserito subito nella mia lista. Colpa (o merito) di un articolo che mi ha letteralmente inseguito in questi giorni, onnipresente su Instagram, e devo dire estremamente curioso. “E se l’amore somigliasse di più all’amicizia?” Me lo sono chiesto tante volte anch’io e il libro in questione ci suggerisce di guardare proprio ai rapporti amicali per migliorare quelle sentimentali.
L’ep incriminato del sabato notte è questo. Nel caso tu voglia fare un tuffo nel passato, quando MTV era un po’ il nostro porto sicuro.
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Ovviamente ho letto il sottotitolo e mi sono fiondata ❤️ E non potrei essere più d’accordo: in alcune occasioni, la risposta più concreta all’invidia è ricordarsi di “stare”. Con quello che abbiamo, con le persone che siamo. Non è sempre facilissimo, ma è una strategia niente male. P. S. Io ho passato adolescenza e una grande fetta dei 20 a gestire i sentimenti con molta “adultità”. E sì, un po’ me ne pento.